
A tutti noi, di qua e di là dall’oceano che, non avendo fatto abbastanza per creare un’alternativa credibile, o proprio decidendo di votarli, abbiamo permesso l’arrivo degli “uomini forti”, del “adesso ci penso io”. Bulletti da scuole medie, se ne escono con frasi come “è nostro signore che ha voluto che potessi rendere la nostra nazione grande”, – ancora a queste cazzate crediamo? Oppure a tutti i vari insignificanti cortigiani come il Matteo del Papeete?
Dovremmo ricordarci che se si guadagna 1000€ al mese e si vota per questa gente, pensando che loro ci possano far stare meglio, perché sono ricchi, quindi – ed è tutto da vedere – capaci, allora non c’abbiamo capito nulla. A questi di noi non gliene frega niente. Questi pensano solo a fare soldi, a farli fare ai propri amici, punto. Non che dall’altra ci amino molto – siamo carne da cannone per ogni colore o ideologia politica – ma almeno una decenza generale provano a mettercela.

E poi complimenti anche per essere tornati ai tempi che precedettero la seconda guerra mondiale. Nel quale eterni nemici, si scoprono amici perché hanno lo stesso stile bullo, dittatoriale e autocratico, e decidono che l’Unione europea non conta niente, dichiarano che non prenderà parte ai colloqui di pace per l’Ucraina, di fatto consegnandoci all’amico Putin di Berlusconiana memoria – intitoliamogli pure gli aeroporti -…

…e portano la Von der Lyen – il niente assoluto: l’Europa ha le sue colpe, ci mancherebbe – a proporre di eliminare il patto di stabilità.
Ben venga, sia chiaro – maledetta austerità – ma la “Ursula” non l’ha proposto per combattere la povertà o le disuguaglianze – pensiero illuminato, democratico, evoluto, che i bulli non possono capire – bensì per armarci fino ai denti, perché le alleanze adesso non contano più. E ora siamo anche obbligati, in fondo, se non vogliamo finire come i vasi di coccio fra quelli di ferro…

Bravi, complimenti! Grazie a tutti noi per essere ritornati al clima fra le due guerre mondiali.
Ma non sappiamo neppure cos’è accaduto, perché la storia non la studiamo. Viceversa se alla storia ci dedicassimo, ci ricorderemmo che prima di darsele di santa ragione, Hitler e Stalin siglarono il patto Ribbentrop-Molotov, per spartirsi la Polonia e l’Europa. Guarda un po’ adesso Putin e Trump – che vi ricordo è di origine tedesca – si fanno le carezze.

E qualcuno potrebbe dire che non ritorneremo a un evento come la Seconda guerra mondiale: “adesso le guerre sono tutte a bassa intensità, per procura, servono per svuotare gli arsenali, vedasi Ucraina, Gaza. A nessuno conviene una guerra ad alta intensità, il denaro deve circolare, la distruzione totale non serve a nessuno. L’economia è l’unica cosa che conta”.
Ecco: questa è la cosa più sbagliata di tutte. Che l’economia conti è vero solo fino a una certa soglia. C’è un momento in cui le cose sfuggono al controllo e l’effetto valanga produce reazioni a catena incontrollabili, in seguito alle quali anche l’economia diventa secondaria. Ciò che è successo sia nella Prima che nella Seconda guerra mondiale.
E facciamola finita di vantarci di essere ignoranti, con quell’aria smargiassa da capetto di quartiere. Ricominciamo a guardare gli intellettuali con rispetto, e smettiamo di dar loro addosso. Sappiamo bene che hanno ragione ma non ci piace che ci costringano a guardare la nostra pochezza.
Grazie a tutti noi per aver generato questi bulletti di periferia gettando nel cesso ottant’anni di sforzi per diventare una specie migliore.
Ma tanto non riusciamo nemmeno a capirlo, siamo proprio dei gran coglioni.
Avremo il tempo di rimetterci a studiare per tornare cittadini consapevoli? Perché quello ci vuole: approfondire, considerare anche le ragioni dell’altro, e smettere di ascoltare chi ha ricette facili a situazioni complesse. La polarizzazione dello scontro, del “te sei un radical chic di sinistra” o te sei un “fascista”, portano esattamente a questo. Ma tanto ci pensa Musk a snellire…