
Imparare dalla lettura dei capolavori, ispirarsi, acquisire strumenti, migliorarsi. Non è plagio.
L’esercizio di oggi era continuare dall’incipit di un romanzo famoso, nel mio caso “Piccolo Mondo Antico” di Antonio Fogazzaro, e inventare di sana pianta una storia, una situazione, una scena, un contesto, un’immaginazione.
“Soffiava sul lago una breva fredda, infuriava di voler cacciar le nubi grigie, pesanti sui cocuzzuoli scuri delle montagne. Infatti quando i Pasotti, scendendo da Albogasio Superiore arrivarono a Casarico non pioveva ancora.“
…La Fedora, vedendoli arrivare nella piazza, con poche cose, legate con lo spago, con le vesti logore, consumate dai campi e dai sentieri fra i rovi, si domandò dove fosse la piccola Camilla, a chi l’avessero lasciata. La Cesira si avvicinò e le parlottò all’orecchio un pettegolezzo.
«Ci scommetti che alla fine la bimba l’hanno venduta?»
«Povera creatura, con tutte le famiglie che c’erano ad Albogasio, proprio dai Pasotti doveva nascere.»
«La maledizione si è accanita contro di loro, ma vedi che a proteggere i repubblichini, si fa quella fine. Un Cristo in cielo che ancora scatena la giustizia ci deve essere.»
Quando la Lella di Forni di Sopra si avvicinò alle due:
«Madonbonina!» facendosi il segno della croce «la fate finita di spandere veleno, voi, che Dio vi strafulmini! I Pasotti non hanno protetto nessun repubblichino, anzi. Il pover’ uomo del Genesio, l’hanno rastrellato e la creatura è morta di stenti.»
Le due donne, abbassarono la testa e videro la processione di quella famiglia dimezzata avvicinarsi alla fontana della piazza.
La Lella si affiancò alla carovana e prese le mani della mezzana.
«Vieni, Carolina» ti do un po’ di patate da bollire stasera.
Lo sguardo riconoscente della mamma Frediana si riempì di lacrime e le due comari, prese da una fretta insolita, roteaorono le loro gonne nere urlando “piove”, e si nascosero dietro le porte di rovere delle loro vergogna.